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Case History

CHE COS'E' L'INDUSTRIA 4.0?

INDUSTRIA 4.0

Perché 4.0? Perché prima di questa, abbiamo assistito ad altre tre rivoluzioni tecnologiche che hanno trasformato radicalmente la storia industriale:

  • l’Industria 1.0 risale al 1784 e corrisponde all’invenzione della macchina a vapore, che permette alle fabbriche di abbandonare i mulini e di introdurre una produzione meccanizzata più veloce e potente. Si tratta di una rivoluzione della manifattura rispetto all’uso dell’energia.
  • l’Industria 2.0 inaugura l’era della produzione di massa: siamo nel 1870, e l’introduzione della catena di montaggio incrementa ulteriormente i livelli di produzione e di meccanizzazione. Si tratta della seconda generazione energetica, legata all’utilizzo del petrolio e dell’elettricità.
  • l’Industria 3.0, che risale al 1970, riguarda l’ingresso in fabbrica dell’ICT di prima generazione. Informatica ed elettronica aumentano il livello di automazione non solo dal punto di vista produttivo, ma anche organizzativo. La progressiva digitalizzazione diversifica e agevola il lavoro delle persone, migliorando la qualità della produzione.
  • l’Industria 4.0, infine, include un mix tecnologico di robotica, sensoristica, connessione e programmazione, rappresentando una vera e propria rivoluzione rispetto al modo di fabbricare i prodotti e di organizzare il lavoro. Il termine è stato utilizzato per la prima volta alla Fiera di Hannover del 2011, quando un gruppo di lavoro presieduto da Siegfried Dais della multinazionale tedesca Bosch e da Henning Kagermann della Acatech (Accademia tedesca delle Scienze e dell’Ingegneria) presentano al governo tedesco una serie di raccomandazioni per l’implementazione del piano industriale del Paese. Due anni dopo, nel 2013, il report finale del gruppo di lavoro viene presentato con la previsione degli investimenti necessari per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare così il Paese ai vertici mondiali. Il modello è stato poi fonte di ispirazione per tutti gli altri Stati.

E in Italia?

Il Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020 è stato presentato il 21 settembre 2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e la produttività.

Con questo Piano, il Mise punta a mobilitare fino a € 10 miliardi in più in investimenti privati (da € 80 a 90 miliardi circa) entro il 2020, oltre a un aumento di € 11,3 miliardi in spesa privata in R&D e mobilitazione di € 2,6 miliardi in volumi di investimenti early stage (ovvero alle fasi iniziali di investimento nella vita di un’impresa). Nel dettaglio, le principali azioni previste dal Piano sono spiegate qui.

Il Ministero fornisce anche una propria definizione di “Industria 4.0”, i cui elementi caratterizzanti sono «connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time», ossia utilizzo di macchinari connessi al Web, analisi delle informazioni ricavate della Rete e possibilità di una gestione più flessibile del ciclo produttivo. Le tecnologie abilitanti spaziano dalle stampanti 3D ai robot programmati per determinate funzioni, passando per la gestione di dati in cloud e l’analisi dei dati per rilevare debolezze e punti di forza della produzione.

Analizzando il passato e guardando al futuro, appare chiaro che la tecnologia è in continua evoluzione, e continuerà a contribuire al miglioramento del sistema produttivo/organizzativo del mondo in cui viviamo. Ci auguriamo quindi che possa essere sempre più utile allo sviluppo economico delle nostre imprese e, in generale, del nostro Paese.

CATEGORIA: Factoring
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