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Case History

LA PROCEDURA PER L'ANALISI DELL'ALLERTA DI CRISI

PAROLA ALL'ESPERTO

I:”Ciao Tiziano, eccoci di nuovo qui, questa volta però per parlare della procedura da seguire per l’Analisi dell’Allerta di Crisi di un’azienda. Prima di tutto, qual è lo scopo di tale procedura?”

T:”Ciao, grazie ancora per avermi ospitato nel tuo studio. Allora, tornando a noi, la finalità della procedura relativa all’Analisi dell’Allerta di Crisi è valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa e monitorare così gli indicatori di crisi relativi agli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale e finanziario, oltre alla sussistenza del requisito della continuità aziendale. In questo modo, l’esito dell’analisi renderà l’Organo Amministrativo più consapevole della situazione patrimoniale-economico-finanziaria dell’impresa, e più sicuro nel confronto con l’Organo di Controllo.”

I:”Qual è il ruolo dell’Organo di Controllo in questo iter?”

T:”Il suo compito è quello di verificare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo aziendale e di valutare la situazione generale dell’azienda, anche in virtù della regolarità nei pagamenti e negli impegni assunti con terzi. Ma non solo, tale Organo dovrà anche verificare che l’azienda sia in grado di garantire la regolarità dei pagamenti almeno nel corso dei successivi sei mesi.

Ovviamente, questo non è sufficiente per dichiarare un’azienda in stato di crisi. Il sistema che monitora l’Allerta di Crisi, infatti, oltre a prevedere la compilazione di un questionario per la rilevazione di possibili criticità, è supportato da un insieme di analisi sviluppate con l’ausilio di software evoluti che elaboreranno i dati provenienti da fonti disparate (Bilancio, Centrale Rischi, banche dati pubbliche, conservatorie, ecc.), fino a rendere l’analisi più completa e quindi più obiettivo lo stato di salute dell’impresa. I software e le piattaforme digitali impiegati per il check-up iniziale e per il monitoraggio devono rispondere ai requisiti richiesti all’Organo Amministrativo per ottimizzare il proprio modello organizzativo e contabile.

A tal proposito, i principali strumenti che rientrano tra quelli che dovrebbero essere in dotazione all’azienda sono:

  • Analisi bilancio - Sistema CEBI
  • Cash Driver Centrale Rischi Banca d’Italia
  • Cash Driver Dashboard di Sintesi e di Dettaglio
  • Cash Driver Medio-Lungo termine
  • Cash Driver DSCR
  • Cash Driver Allerta di Crisi d’Impresa: “Warning Model”.

 

Per essere ancora più precisi, il modello organizzativo ottimale dovrebbe prevedere anche il monitoraggio periodico dei dati riferiti a:

  • Condizioni economiche applicate dalle banche
  • Rating bancari ponderati su scala omogenea
  • Controllo di gestione
  • Piano industriale almeno triennale
  • Tesoreria.

 

Mentre il monitoraggio delle condizioni economiche, dei rating e del controllo di gestione dovrebbe intervenire almeno con cadenza trimestrale, il monitoraggio del business plan dovrebbe essere annuale, mentre quello della tesoreria, essendo molto importante ma anche molto più impegnativo perché necessita di aggiornamento giornaliero, deve intervenire soprattutto se sussistono rischi legati alla difficoltà di onorare tutti i pagamenti nei successivi 6 mesi.”

I:”Bene, mi sembra sia tutto chiaro Tiziano. Grazie ancora una volta per la spiegazione esaustiva. Ci vediamo alla prossima!”

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