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TASSA SULLA PLASTICA

Te la spieghiamo in 3 punti.
  1. Che cos'è?
  2. Che cosa prevede?
  3. Perché è stata introdotta?

Bottiglie d'acqua, cannucce, buste d’insalata, contenitori di detersivi: la lista dei prodotti di plastica monouso soggetti alla plastic tax è lunga e, secondo alcuni, rischia di danneggiare la seconda manifattura d’Europa, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

 

Che cos’è?

La plastic tax è un’imposta sui prodotti di plastica monouso inserita nella nuova bozza della Legge di Bilancio, con il fine ultimo di sviluppare un’economia circolare, riducendo la quantità di rifiuti e l’inquinamento.

 

Che cosa prevede?

La tassa sulla plastica prevede il pagamento di € 1 al chilo per i cosiddetti MACSI, ovvero i manufatti in plastica con singolo impiego, imballaggi compresi, al momento della produzione e dell’importazione in Italia, ma non si applica sulla plastica esportata.

Saranno quindi tassati tappi, etichette, tetrapak, polistirolo, vaschette in polietilene, buste per alimenti, bottigliette di bibite varie, cannucce e posate di plastica, mentre saranno esclusi siringhe, le taniche e tutti quegli oggetti che, al di fuori dell’ambito sanitario, possono avere un uso più duraturo (plastiche compostabili* e tutti i materiali in genere riutilizzabili).

Per contro, le imprese che si adegueranno da un punto di vista tecnologico alla produzione di materiali compostabili e biodegradabili riceveranno un bonus del 10%.

 

Perché è stata introdotta?

L’obiettivo dell’imposta è disincentivare l’utilizzo delle plastiche usa e getta a favore di materiali compostabili ed ecocompatibili ma, stando a quanto affermano i produttori e le piccole industrie di settore, il metodo adottato dal governo per promuovere il rispetto dell’ambiente è sbagliato. La formula scelta sarebbe infatti improvvisata, perché definita senza prevederne le conseguenze su tutti i soggetti coinvolti e un reale confronto con quanti interessati e competenti in materia.

 

*Le plastiche compostabili sono plastiche che, a seguito della loro degradazione, naturale o industriale, si trasformano in compost che vengono poi utilizzati come fertilizzante naturale.

 

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